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AGGIUDICAZIONE GARA CAMPO NOMADI
AGOSTINO BELCASTRO 15 novembre 2011

L’impresa Caridi Costruzioni S.r.l. di Reggio Calabria si è aggiudicata l’appalto dei lavori di “Recupero e risanamento urbano ex campo nomadi” in località Pantano Piccolo di Brancaleone. La determina è stata adottata dal Responsabile del Servizio Urbanistica, Edilizia Privata, Lavori Pubblici del Comune di Brancaleone, Architetto Domenico Vitale, in seguito all’espletamento della gara da parte della Provincia di Reggio Calabria-Stazione Unica Appaltante per un importo complessivo di 397.084,60 euro. Come si ricorderà, il progetto definitivo ed esecutivo era stato redatto dall’Ing. Vincenzo Freno, di Brancaleone, vincitore della gara di appalto a suo tempo espletata. Il contributo per la realizzazione dell’opera era stato concesso dal Ministero dell’Interno con i fondi per la realizzazione di iniziative urgenti per il potenziamento della sicurezza urbana e la tutela dell’ordine pubblico ai sensi dell’art.61, comma 18 della Legge 133/2008. L’ex accampamento nomadi situato sul greto del torrente Pantano Piccolo era stato fatto smantellare dal Commissario Straordinario dell’epoca, dottoressa Francesca Crea, in seguito all’assegnazione alla comunità rom degli alloggi popolari costruiti dall’Aterp. La zona, situata nel cuore propulsivo del centro urbano, versava in uno stato di degrado indicibile sia dal punto di vista sanitario che ambientale. Di conseguenza è sorta la necessità di bonificare il sito con la realizzazione di opere strutturali allo scopo di renderlo fruibile per fini istituzionali che l’Amministrazione Comunale intenderà programmare. Per questi motivi, il tecnico progettista, con una dettagliata relazione allegata allo strumento urbanistico ha indicato quali sono le priorità ed i lavori da seguire per restituire alla comunità un luogo che nel corso degli anni era diventato una “culla di inciviltà” per i numerosi fenomeni negativi che si sono susseguiti nel tempo(epidemia di epatite virale, esondazione del torrente sul greto del quale erano accampati i rom stessi, discariche a cielo aperto, motivi di ordine pubblico, ecc.). “ Il progetto proposto – scrive l’Ing. Freno- prevede la riqualificazione urbana di tale area mediante la realizzazione di una strada che collegherà il lungomare cittadino alla Via Ettaro e al nuovo stadio comunale. L’area oggetto di intervento, seppur periferica, si trova al centro di un complesso sistema di relazioni urbane. Essa si trova ora quasi a ridosso del centro abitato, e ad esso connessa da un’importante arteria stradale che lambisce il lato ovest, collegandola sia al centro cittadino che alle frazioni Paese Nuovo e Razzà. Per vari motivi, questa parte del paese merita un intervento di riqualificazione urbanistica che possa da una parte valorizzare l’area stessa, e dall’altra stabilire un nuovo rapporto urbano con il resto del centro abitato. Con le opere previste in progetto si è cercato di soddisfare le esigenze dei cittadini dando, così, risposte ai programmi dell’Amministrazione Comunale. Le opere di risanamento e di riqualificazione urbana previste in progetto mirano, come già detto, al recupero di un’area particolarmente degradata lasciata, fino ad oggi, al libero controllo delle famiglie nomadi che lì trovavano dimora”. Passando, poi, ad elencare i tipi di intervento, il tecnico progettista scrive:” Particolare attenzione, complementare rispetto alle motivazioni principali, ma comunque di particolare importanza per la qualità dell’intervento, è stata data alla scelta dei materiali che si vanno a porre in opera per un’integrazione e, se possibile, un miglioramento dell’arredo urbano; la strada deve essere non solo sicura ma anche piacevole: lungo il suo sviluppo sono stati, infatti, creati aree di sosta e spazi verdi attrezzati con panchine ed illuminazione”. Infine “ l’intervento prevede la realizzazione di un percorso ciclo-pedonale a doppio senso di marcia, che affianca tutto il tracciato da realizzare. Tale intervento consente il collegamento diretto tra il centro città ed i numerosi insediamenti abitativi delle frazioni che si affacciano sulla strada provinciale evitando interferenze con la viabilità carrabile principale”. Una volta completati i lavori sarà restituito un sito che per molti anni ha rappresentato il lato negativo di una città che intende proporsi nei flussi turistici in termini propositivi per il definitivo rilancio socio-economico.